Quattro etti d’amore, grazie – C. Gamberale

Chiara-Gamberale-Quattro-etti-damore-grazieTRAMA ( da qlibri): Quasi ogni giorno Erica e Tea s’incrociano tra gli scaffali di un supermercato. Erica ha un posto in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di classe su Facebook, due figli. Tea è la protagonista della serie tv di culto “Testa o Cuore”, ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore. Erica fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica osserva il carrello di Tea e sogna: sogna la libertà di una donna bambina, senza responsabilità, la leggerezza di un corpo fantastico, la passione di un amore proibito. Certo non immaginerebbe mai di essere un mito per il suo mito, un ideale per il suo ideale. Invece per Tea lo è: di Erica non conosce nemmeno il nome e l’ha ribattezzata “signora Cunningham”. Nelle sue abitudini coglie la promessa di una pace che a lei pare negata, è convinta sia un punto di riferimento per se stessa e per gli altri, proprio come la madre impeccabile di “Happy Days”. Le due donne, in un continuo gioco di equivoci e di proiezioni, si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: ma l’appello all’esistenza dell’altra diventa soprattutto l’occasione per guardare in faccia le proprie scelte e non confonderle con il destino. Che comunque irrompe, strisciante prima, deflagrante poi, nelle case di entrambe.

Scrivere una nevrosi, o scrivere per sfuggire a una nevrosi? è la domanda che mi sono posta leggendo questo romanzo della Gamberale, che ho amato forse di più di Le luci nelle case degli altri, che avevo trovato un po’ troppo lungo… CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI

 

 
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5 modi per perdere 30 chili in una settimana

pancia_bf3144b4E’ da tempo che mi domando come fare a rendere questo blog potente e frequentato come quello di Grillo. E’ da tempo che cerco un modo per rendere questo spazio un mezzo capace d’indirizzare le masse verso una rivoluzione nichilista che abbia come primo punto l’acquisto obbligatorio dei miei libri, come questo e il prossimo. Molti mi hanno consigliato: “parla di ciò che interessa alla gente!” E hanno ragione. Comincio subito con questo articolo.

L’estate s’avvicina e con l’estate la voglia di accoppiarsi, tuttavia per accoppiarsi bisogna essere dei gran fighi. Del resto è uno schifo portare sulla spiaggia i segni di tutte le porcate che vi siete ingozzate d’inverno. Trippa cadente, cellulite, chiappe mosce e tette maschili sono alcuni dei mali assoluti che affliggono la nostra civiltà in crisi. D’altronde proprio in tempo di crisi, con gente che non mette il piatto a tavola, ostentare in spiaggia tutti i prodotti Coop ingeriti durante l’anno è davvero una cosa irresponsabile; un comportamento contrario al clima di pacificazione generale che il Governo del nipote di Letta sta cercando di costruire. Perciò ho deciso di intervistare un illustre luminare tedesco che cura la dieta di molti transessuali di successo in molte produzioni cinematografiche hard. Si tratta del Dott. Von Crassen, che ha inventato un rivoluzionario sistema che in 5 facili mosse fa perdere 30 chili in una settimana.

Salve Dottore, è un onore parlare con lei, ci dica, qual’è il primo modo per dimagrarire 30 chili in una settimana?

Cacare molto, regolare, 6 volte al giorno. Cacare una volta ogni due ore, ogni cacata sono almeno 100 grammi di peso che finiscono nel cesso.

Capisco, si deve cacare… e il secondo modo per dimagrire 30 chili in una settimana?

Cucinare cibi molto conditi, cibi gustosi e aggiungere il sale solo in ultimo.

Che quantitativo di sale?

Mezzo chilo, in modo da rendere immangiabile la pietanza e quindi non mangiarla e buttarla nella spazzatura, questo fa dimagrire molto, mi creda.

Indubbiamente, e invece il terzo modo per dimagrire 30 chili in una settimana?

Si deve bere regolarmente 3 litri di grappa ogni pasto.

Dice sul serio? Per quale motivo?

Se il paziente beve 3 litri di grappa vomiterà sicuramente e quindi non ingrasserà a causa di tutte le schifezze che ha ingerito durante il pasto. E’una tecnica di mantenimento più che di dimagrimento.

Sono molto perplesso francamente, ma veniamo al quarto modo per dimagrire 30 chili in una settimana, di che si tratta?

Utilizzare 24 ore su 24 la lavatrice.

Cioè? Si spieghi meglio, dottore?

La lavatrice è l’elettrodomestico che consuma di più, giusto?

Sì, giusto…

E quindi fa aumentare le bollette, giusto?

Sì, giu…

Esatto, e se aumentano le bollette il paziente non avrà più i soldi per fare la spesa e se non fa la spesa, il paziente non mangia e se il paziente non mangia dimagrisce. Semplice!

Come darle torto, in conclusione: veniamo al quinto modo per dimagrire 30 chili in una sola settimana, immagino che insieme alla dieta occorra anche un preciso piano di fitness, dico bene?

Dice bene ragazzo. L’attività fisica è fondamentale: non bisogna muoversi dal letto se non per esigenze fisiologiche. Stare fermi aiuta a non consumare calorie e se non si consumano calorie non è necessario mangiare e se non si mangia non s’ingrassa, anche questa è una tecnica di mantenimento fondamentale.

La ringrazio Dott. Von Crassen, i suoi preziosi consigli renderanno sicuramente “appetibile” questo blog per una fascia di pubblico molto più ampia, se tutti seguiranno i suoi precetti sarò certamente costretto a pensare a una versione cartacea ingeribile.

 
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Peggio di così…

enrico-letta-11-770x508Sono stato un critico feroce del Governo Monti, perchè se non lo avete capito, questo è un blog anticapitalista. Su Monti non cambio idea, avevo ragione e chi ha perso le elezioni appoggiando ir-responsabilmente quel Governo aveva torto per un solo semplice motivo: il Governo Monti ha scaricato i costi della crisi su due categorie di persone; i poveri (giovani, precari, disoccupati) e quelli che sono diventati poveri (i lavoratori dipendenti). Detto ciò mai avrei pensato che si potesse fare peggio di uno a caso dei 4 Governi Berlusconi avuti negl’ultimi 20 anni; Monti ci è andato vicinissimo grazie alle pile scariche della calcolatrice della Fornero, ma Letta sta attuando una pratica ancora più sadica. Ha preso il peggio del PD, il peggio del Montismo e i resti risorti di Berlusconi e ci ha fatto un Governo. Peggio di così… niente, aspettiamo.

 
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BoldriniBloggerBerlusconi

Il fatto che la casa di un blogger venga perquisita perchè quest’ultimo aveva pubblicato una caricatura della Boldrini, dopo che la Boldrini aveva sollecitato interventi sul web, è lo stesso identico meccanismo che portò alla cacciata dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi invocata da Berlusconi anni addietro. Cambiano solo gli interpreti e le proporzioni del fenomeno: qui invece di Berlusconi c’è Laura Boldrini e invece di Biagi, Santoro e Luttazzi, un povero Cristo selezionato a random dalla Polizia Postale. Insomma, so di avere ragione quando dico, da anni, che il berlusconismo è un malanno inconscio che affligge molti italiani attraverso due modalità principali.

Ci sono i berlusconiani che sono coscienti di essere berlusconiani ma incoscienti di cosa è il berlusconismo e ci sono poi gli antiberlusconiani, come la Boldrini, che sono coscienti di cosa è il berlusconismo e che sono, tuttavia, incoscienti di averlo contratto.

 
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Un’ intervista a me e a Istruzioni per l’odio

Ringrazio la bravissima Sara Bovolenta che ha avuto la pazienza d’intervistarmi e farmi sproloquiare in libertà.

Qui  l’intervista — > http://bit.ly/100LmK2

Ciao Simone. Raccontaci qualcosa di te, chi sei, cosa fai e come sei finito a scrivere.

Ho trenta anni e un curriculum che sembra quello di un ottantenne. Per il semplice motivo che di questi tempi fare un lavoro che sia uno, che sia quello di tutta una vita è materialmente impossibile. Comunque stringo: sono figlio di pittori, ho fatto tanta politica, ho studiato teatro, ho scritto, prodotto e realizzato spettacoli, da quattro anni mi occupo di Schiume Festival a Venezia, sono un videomaker e curo un blog ma tutto ciò non sempre mi basta per trovare i soldi di cui campare e quindi sono anche un precario come tanti e ne vado fiero. La maggior parte degli artisti della mia generazione messi fuori da un teatro o un atelier sono buoni prevalentemente a prelevare al bancomat i soldi del bonifico fattogli dal papino. Ecco, io no, so stare anche al mondo e questo rende migliore anche la mia arte.

Di cosa parla Istruzioni per l’odio, e di che genere si tratta?

In Istruzioni per l’odio un giovane senza nome vive una personale crisi lavorativa e psicologica nei giorni in cui cadeva l’ultimo governo Berlusconi. Non è un libro politico, si presenta così, ma non lo è. E’ la storia di una crisi individuale raccontata in modo ironico, divertente e un po’ cinico, forse.

Chi è il protagonista, e quale parte della società rappresenta?

Il protagonista è il frutto di tutte le esperienze osservate, vissute e raccontatemi in quella terra di mezzo che sta nel passaggio tra la fine degli studi e il momento del lavoro. Il protagonista secondo me è un mulo da trasporto, crede di portare il peso di tutte le infamie, le ingiustizie e i non sensi che io e tanti che hanno la mia età sono costretti a sopportare. Si sente un capro espiatorio che poi, vedrete, cioè leggerete, troverà un altro capro espiatorio, più povero e sfigato di lui. La verità è che ogni persona tra i  18 e i 40 anni potrebbe essere quel ragazzo di 28 anni di cui si parla in Istruzioni per l’odio, dico questo perché è ciò che mi hanno riportato i miei lettori, e io sono felicissimo di questa cosa.

 Perché questo titolo? Chi odia chi? E perché servono delle ‘istruzioni’?

Il titolo originario era in francese: “Anti! Anti! Anticapitaliste!”. Poi il mio editor mi ha detto: “Simo, questo titolo fa schifo”, e be’, quando mi dicono in modo diretto una cosa così io un po’ mi fido. Veniamo all’odio. L’odio oggi è tra la gente comune, tra i poveri o tra quelli che stanno per diventarlo, poveri che odiano soprattutto altri poveri, specie se di culture diverse dalla loro. E’ in questo contesto che si muove il protagonista. Le Istruzioni sono fornite in maniera conscia e inconscia e provengono da chi è fuori da questa lotta per la sopravvivenza e che cerca di alimentarla per difendere i propri interessi di potere. Le istruzioni provengono, in larga parte, dalla classe dirigente corrotta, razzista, mafiosa e incapace che governa l’Italia da 20 anni e sono appunto istruzioni per l’odio.

 Qual è stata la genesi di questo libro? Cosa ti ha spinto a scrivere questo tipo di storia?

Da una malattia. Ero malato, cadeva il Governo Berlusconi e avevo da parte tanti appunti per un testo teatrale che non ho più realizzato. Ho pensato di mettere insieme le tre cose ed è venuta fuori un’altra roba, come accade in alcuni esperimenti. Non a caso il sottotitolo del libro è Esperimento comportamentista nei giorni della fine del Governo Berlusconi IV.

 Come definiresti il tuo stile?

 Io sono matto quando scrivo. Oggi quelli che cercano il lirismo e la pulizia di stile si condannano a soccombere ai matti come me che ascoltano la contemporanea babele di linguaggi, messaggi, storture e cercano d’incastrarla in un romanzo. Io dico che il mio modo di scrivere è come cercare d’ infilare una mucca viva in una scatola di Simmenthal. Con il mio secondo romanzo, che sto scrivendo in questi giorni, mi sto regolando esattamente così.  Tuttavia per fare questa operazione occorre conoscere il mestiere del racconto, pesare ogni parola e io questo lo so fare, è il mio mestiere.

 Ci sono dei libri o degli autori che ti hanno influenzato in maniera particolare? Quali e in che modo?

 Io vorrei essere Bulgakov, cioè essere proprio lui e riscrivere i suoi libri. Scherzo, io sono io e sono un tipo strano, ciò mi rende ingenuamente e istintivamente nuovo. Detto ciò Henry Miller lo cito in apertura del libro e ora sto leggendo il Male Oscuro di Berto e niente, trovo che Berto era matto come me.

 Qual è, secondo te, lo strumento più efficace per ‘risvegliare’ il cervello della gente, il film, il teatro, o il libro?

 Nessuno dei tre, forse, la vita. Il teatro, il cinema, un libro sono cose della vita come lo sono il cibo, le metropolitane, le pompe di benzina. Io credo che la gente deve deciderlo da sola di cambiarsi la vita. Quando una donna o un uomo capiscono di voler cambiare la loro vita, secondo me, capiscono anche che non possono farlo da soli e… magari scrivono un libro. Forse nel mio prossimo libro parlerò proprio di questo.

Come sei arrivato a pubblicare con il Foglio Letterario?

 Fortuna, ho spedito una mail in cui presentavo il mio lavoro e l’ha letta Gordiano Lupi. Gordiano è un editore che sa rischiare, pubblica libri bellissimi e scomodi.

 Dove si può acquistare Istruzioni per l’odio e c’è un link dove si possa leggere il primo capitolo del romanzo?

 Nelle librerie Feltrinelli, on line su qualsiasi sito da IBS ad Amazon sino a Ebay.  Appena ho visto che era su Ebay sono scoppiato a ridere. Detto ciò, on line, il sito Feltrinelli garantisce tempi di spedizione più rapidi: 2-3 giorni. Poi ci sono le presentazioni, ecco una cosa che odio: gli scrittori che presentano i libri come venditori di aspirapolvere solo un po’ più, immotivatamente, commossi.   Io questo libro lo presento in modo provocatorio e divertente, le mie presentazioni sono una piccola performance  realizzata con video e miei deliranti monologhi teatrali. La gente che viene a vedermi si diverte e compra anche il libro. Intanto, se ne volete leggere un pezzetto vi passo questo link: http://www.disordina.it/istruzioni-x-lodio/

 
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Andreotti il tassinaro

andresordiAndreotti è morto ma forse anche no. Forse patteggerà con una multa o meglio: forse la morte gli andrà in prescrizione sino al 2080. Forse incontrerà il suo Dio, farà una delle sue battute cazzute e lo convincerà a farsi rispedire da queste parti. Tuttavia Dio esiste, però l’hanno inventato gli uomini, quindi niente, è finita. Ci tocca commemorarlo, Andreotti intendo. Alla fine della fiera il vecchio Giulio ha tirato a campare fino a che non ha tirato le cuoia, come previsto, come un povero Cristo qualsiasi. E c’è da essere onesti: Andreotti non era così speciale come amici e nemici lo hanno descritto. Bello non lo era, simpatico non so, faceva battute argute ma anche molti vecchi avventori di bar ne sono capaci, andava in chiesa tutti i giorni come tanti altri vecchini e vecchine, era intelligente? Probabile, più intelligente di Berlusconi ? Probabile, progettava infamie di ogni genere come Berlusconi ? Ho i miei dubbi, erano forse infamie diversamente concepite.Andreotti è stato principalmente la sua postura china e ossequiosa dei poteri e, tra le mille cose fatte, è stato anche attore, ha recitato nel film il Tassinaro, facendo il passeggero di Sordi. In quel film era fuori ruolo.

Andreotti è stato un tassinaro e  non un passeggero, è stato uno dei trasportatori di tutti i poteri un tempo occulti del nostro oramai limpido paese che fù. Limpido, già, limpido; perchè una cosa col tempo sta accadendo: i fatti e le cronache spesso giudiziare, si stanno diluendo in storia. Non conta più conoscere con certezza tutti gli orari, i luoghi, i mandanti e gli esecutori per avere una visione d’insieme dei misteri d’Italia dalle elezioni del 1948 in poi. Oggi occorre sapere con chiarezza una cosa: l’Italia dal dopoguerra sino alla fine della Prima Repubblica non era una democrazia ma una roba diversa. L’Italia ai tempi di Andreotti era un sistema ingarbugliato di poteri dove attori diversi agivano in chiave anticomunista, quali erano gli attori ? La CIA, la Mafia, il terrorismo rosso e nero, i servizi segreti nostrani, la massoneria e varia stramba umanità. Questi attori sono stati i passeggeri della DC e di Andreotti che erano solo un ossequioso tramite, un mezzo di trasporto, un taxi per l’appunto. Oggi il tassinaro si è adagiato a passeggero e ha tolto il disturbo, e sono convinto che sino all’ultimo stava recriminando: “proprio di questi tempi, se avessi avuto dieci anni in meno!”. Ciò perchè questi tempi sono i tempi in cui l’idea della politica taxi ritorna attuale dopo vent’anni di sceneggiati televisivi che simulavano una democrazia in cui la politica s’illudeva (forse) e illudeva d’essere diventata la protagonista. Oggi sì rientra nei ranghi, la politica italiana torna a farsi taxi dei poteri veri e anche Berlsconi ha capito che non può ingozzarsi tutto questo ben di Dio da solo, lo ha capito un anno e mezzo fà lasciando Palazzo Chigi. In questi nuovi tempi vedremo ossequiosi emuli del divo Giulio proliferare senza freni; ma saranno emuli forse più volgari, meno simpatici, faranno battute sempre meno argute come quelle dei nuovi avventori da bar e andranno su facebook tutti i giorni come tanti altri rincoglioniti e rincoglionite.

 
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AVANTI KYENGE!

bandiera-della-pace-italiano-clip-art_432904Alcune note e ammende riguardo il post di ieri. Certo, esterazioni uterine è un modo triviale e sessista di descrivere le opinioni di Biancofiore e Boldrini. Ma tuttavia questo blog si colloca a metà strada tra mie personali riflessioni politiche e la mia personale satira, quindi un po’ di trivialità me la concedo e se ciò offende la sensibilità di qualcuno chiedo umilmente scusa e chiarisco il concetto. Ed è ciò che intendo fare in quest’altro post.

Il punto è questo. Trovo stucchevole che la difesa di un’ identità debba per forza contemplare la messa al bando di altre identità. Così se Boldrini e Biancofiore intendono tutelare i diritti delle donne scagliando la collettività contro il web o contro i gay, io a questo gioco non ci sto, a questa retorica mi oppongo e lo faccio a mio modo, anche con un po’ di trivialità. Sono fatto così. Credo fermamente nella diversità assoluta di ogni esperienza di vita, credo che la riduzione a generi, sessualità, razze, carnagioni sia un orizzonte che non soddisfa nessuna emancipazione individuale e collettiva. Sono convinto che non abbiamo bisogno di categorie come uomini, donne, bianchi, neri o altro, ma che abbiamo bisogno di persone capaci e umane, persone capaci di umanità. E in questo citavo il Ministro Kyenge, che in tempi cupi pone al centro del dibattito una questione cruciale per la nostra rinascita civile. Adeguare la nostra società alla multiculturalità, alle diversità, che sono le vere miniere d’oro che potranno rendere migliore questo nostro paese.

Molti diranno: ” Ma co’ la gente che non mette il piatto a tavola siamo qui a parlare di diritti civili e cittadinanza?” Eh già, sì, siamo qui a far questo. E lo facciamo perchè questo è il modo più tangibile per riformulare il modo di affrontare la crisi. La crisi va affrontata partendo dagl’ultimi e gl’ultimi non sono solo i disoccupati, i precari e gli esodati, gli ultimi sono anche gli ultimi arrivati e gli appena nati, le persone che contribuiranno a portarci fuori da questo ventennio di corruzione, impoverimento.e paura. Il Berlusconismo è fatalmente coinciso con la trasformazione dell’Italia in una società multiculturale e il Berlusconismo ha marciato, con le armi della difesa di presunte identità italiche, nella direzione della repressione di ogni pluralismo culturale. Non è un caso che uno degli stereotipi più utilizzati da questa retorica Berlusconiana è quello che uno stupratore di donne debba essere per forza uno straniero. Infami retoriche di questo tipo si sono tradotte in politiche di negazione assoluta dei diritti umani per i nuovi Cittadini Italiani.Questa assenza di diritti ha generato la nascita di una nuova figura, l’abitante non cittadino, da sfruttare liberamente in tempo di recessione, cui dare stipendi più bassi, cui non fornire assistenza sociale e su cui riversare odio e paure, specie  nel nord Italia. Per queste ragioni quando il Ministro Kyenge formula in pochi semplici punti il programma del suo mandato, ritorna in me un pizzico di fiducia nel mio Paese. Basta poco, basta fare tre cose per unire veramente l’Italia e cambiare veramente la vita di migliaia di persone:

- Legge sullo Ius Soli

- Abrogazione del reato d’immigrazione clandestina

- Riforma totale dei Centri di Permanenza Temporanea

Chi su queste tre cose dirà di no, è un amico della crisi; potrà schierarsi a favore di qualsiasi giusta causa sociale o identitaria ma resterà per sempre Berlusconiano dalla testa ai piedi e consumerà la propria esistenza nell’illusione che difendere i propri diritti significa alienare quelli degl’altri. Questo modo di concepire i diritti, a destra come a sinistra, è a mio avviso l’eredità più pesante del Berlusconismo. E è su questo concetto che ruota Istruzioni per l’odio, il mio primo romanzo.  Non lo preciso solo per farmi pubblicità, lo preciso soprattutto per autocompiacermi di avere scritto un buon libro che spero diventi rapidamente meno attuale e solo triste memoria storica di un tempo sbagliato di cui tutti abbiamo un pizzico di responsabilità, anche io con le mie esternazioni uterine frutto di quelle sborrate di italico machismo dalle quali siamo stati educati.  AVANTI KYENGE!

 
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La differenza tra Biancofiore/Boldrini e Kyenge

20130428_kyenge01Dopo le esternazioni uterine di Biancofiore/Boldrini, a loro modo, entrambe diversamente paladine della parità tra i sessi, deduco alcune cose. Nella Pubblica Amministrazione, diversamente che nelle Pari Opportunità, si può discriminare un po’ tutti a random in base al senso di marcia in cui ti girano le ovaie. Mentre se sei Presidente della Camera e sei donna puoi invocare la censura senza che la Guzzanti e i girotondi ritornino in piazza a rompere maroni e… ovaie . Nella società dei potenti i problemi non sono il sesso o le pigmentazioni cutanee ma i neuroni e, soprattutto, quelle connessioni neuronali che in alcuni si formano solo quando ti ritrovi in mano 100 g di potere. Ciò detto, ovunque e anche in questo degenerato sistema politico, ci sono le persone capaci e oneste: il Ministro Kyenge, aldilà di ogni retorica, è un Ministro dalle enormi potenzialità.  Un Ministro che in piena serenità e autonomia ci spiega l’ obiettivo del suo mandato: Ius Soli, ovvero far sì che tutti quelli che sono nati in Italia siano, appunto, Italiani. Questa semplice proposta di civile razionalità, da troppo tempo accantonata, fa già scricchiolare l’impianto irragionevole, razzista e xenofobo delle forze politiche accoppiatesi a Palazzo Chigi. Il PDL è contro, il PD abbozza ma in sostanza è d’accordo con il PDL, solo che non può dirlo.E i 5 stelle? Grillo in proposito dello Ius Soli disse notevoli idiozie, che poi in parte ritrattò.  In sostanza con la semplice proposta del Ministro Kyenge potremmo ottenere tre vantaggi in una sola mossa: rendere un filo più civile il nostro Paese, far cadere questo ridicolo Governo prima che faccia altri danni e costringere i grillini a esporsi su un tema sul quale non possono avere la stessa posizione di Borghezio, se davvero vogliono cambiare (in meglio) il paese. Sto sognando; ma buon lavoro, Ministro! Anche perchè si tratterà di un duro lavoro, innanzitutto per marcare la diversità dal servilismo all’inciucio mostrato subitaneamente da molte compagne di Governo e Parlamento, le quali, io immagino così:

Letta: ” Donne! Adesso tocca a voi! Mentre voi vi occuperete di diritti, parità, matrimoni, fan page di FB e canottaggio, noi maschi pensiamo al grano! D’accordo?”
“Sì, Signor Cava… cioè: sì, signor Letta!”

 
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Io prima di te – J. Moyes

TRAMA (da ibs.it): A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

Divorato in un pomeriggio, tre ore, in un crescendo di ansia, commozione, curiosità. Uno dei più belli letti nel 2013…
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Il Giuramento del Governo Letta

Pare che il prossimo Governo non giurerà sulla Costituzione, alcuni ben’ informati dicono che i Ministri si pungeranno le dita, con una goccia di sangue intingeranno un’immagine votiva di Ruby Rubacuori e la bruceranno su una pira fatta da nastri d’ intercettazioni

 
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